Luce sul sentiero
Questa luce in sè stessi

Bhagavad Gita – Ottavo capitolo – Il divino immortale

“Ricordandomi nel momento della morte, chiudi le porte dei sensi e confina la mente nel cuore. Ripetendo la sacra sillaba OM, che rappresenta il Brahman immortale, cosi dipartirai lasciando il corpo raggiungerai l’obbiettivo supremo.”
Baghavad Gita 8.12-13

Forse il più importante capitolo della Baghavad gita è questo. Qui Krishna istruisce Arjuna sulla sua vera essenza e parla dell’idea di estinzione secondo l’Induismo classico.

Ciò che è importante capire che Krishna è un manifestazione nel mondo fisico dell’eterno Brahman. L’obbiettivo della Gita non è quello di creare una nuova religione di devoti di Krishna, ma di trasmettere attraverso di lui un messaggio universale che dovrebbe trascendere qualunque religione e qualunque credenza.

Krishna ci ricorda che al momento della morte dobbiamo essere concentrati solo su di lui ovvero solo sulla coscienza divina, altrimenti lo spirito potrebbe distrarsi e perdere la possibilità di passare attraverso la morte in modo cosciente.

Ci ricorda ancora una volta che quando la mente del meditante è allenata, sarà per lui facile rimanere concentrato solo su ciò che conta veramente nella vita ovvero l’unione cosmica.

Anche qui viene presentata l’importanza della sillaba OM ovvero il suono universale che è un esperienza mistica che avviene quando si è in uno stato profondo di meditazione o quando si è ad un alto livello di coscienza anche con occhi aperti (lo dico per esperienza personale). Leggi tutto

Baghavad Gita – Settimo Capitolo – lo yoga della conoscenza e della realizzazione

“Io sono il sapore dell’acqua, oh Arjuna, Io sono lo splendore nel sole e nella luna; Io sono la parola sacra ed il suono nell’etere, Io sono il coraggio degli uomini.
Sono la gradevole fragranza della terra, e la radianza del fuoco, Io sono la vita in ogni creatura e sono lo sforzo degli aspiranti al cammino spirituale.
Il mio eterno seme può essere trovato in ogni creatura, Io sono l’intelletto dei sapienti, e la gloria dei Nobili.”
Baghavad Gita 7.8-9-10 

In questo capitolo vengono introdotti due termini molto importanti: Jnana e Vijnana; entrambi contengono la stessa radice “jna” che significa conoscere (in greco gnosi). Jnana indica la più alta forma di conoscenza ovvero l’incontro con la sorgente di ogni cosa (che può essere anche momentaneo) e Vijana  rappresenta la forma più alta di jnana, ovvero la realizzazione del Sè perpetua: coloro che arrivano a questo stato di Coscienza vengono chiamati saggi o veggenti (i famosi “seer”).
Secondo la filosofia del Shankya esistono due forze che reggono l’universo:

  • Purusha: la luce della coscienza pura.
  • Prakriti: il potenziale puro della materia e della mente.

Queste due forze vengono introdotte qui da Krishna per descrivere la sua vera natura: Egli (il Brahman) dunque è Coscienza  pura ed è tutta la materia che nasce da essa! Egli rappresenta tutto il creato ed allo stesso tempo il creatore perchè infine anche questi due si fondono in uno solo. Leggi tutto