Luce sul sentiero
Questa luce in sè stessi

Libri

Baghavad Gita – Nono capitolo – Lo yoga della conoscenza regale

“I conoscitori dei tre Veda, i bevitori del Soma, liberano loro stessi dal male, e raggiungono i paradisi degli dei dove godono di piaceri celestiali. Quando, dopo aver goduto del mondo celeste, all’esaurimento del merito ritornano nel mondo dei mortali. Coloro che seguono gli insegnamenti dei tre veda, ma sono pieni di desiderio essi vanno e ritornano. Coloro che mi venerano e meditano solo su di me, senza nessun altro pensiero, Io provvederò a tutti i loro bisogni.”
Baghavad Gita 9.20-21-22.

In questo capitolo Krishna ci ricorda che chi vive senza fede non può trovarlo. Cosa significa trovare Krishna? Significa compiere il nostro dharma ovvero il nostro dovere su questa terra, significa inoltre essere sempre connessi con quella forza divina, con la sorgente di ogni cosa. Krishna si mostra qui non come una forma, ma come il Brahman infinito che permea ogni forma quindi essere devoto a Krishna o ad un altra divinità è in sostanza la stessa cosa perchè tutte le divinità adorate nel mondo sono parte della stessa coscienza per questo il messaggio della Gita è Universale. Leggi tutto

Bhagavad Gita – Ottavo capitolo – Il divino immortale

“Ricordandomi nel momento della morte, chiudi le porte dei sensi e confina la mente nel cuore. Ripetendo la sacra sillaba OM, che rappresenta il Brahman immortale, cosi dipartirai lasciando il corpo raggiungerai l’obbiettivo supremo.”
Baghavad Gita 8.12-13

Forse il più importante capitolo della Baghavad gita è questo. Qui Krishna istruisce Arjuna sulla sua vera essenza e parla dell’idea di estinzione secondo l’Induismo classico.

Ciò che è importante capire che Krishna è un manifestazione nel mondo fisico dell’eterno Brahman. L’obbiettivo della Gita non è quello di creare una nuova religione di devoti di Krishna, ma di trasmettere attraverso di lui un messaggio universale che dovrebbe trascendere qualunque religione e qualunque credenza.

Krishna ci ricorda che al momento della morte dobbiamo essere concentrati solo su di lui ovvero solo sulla coscienza divina, altrimenti lo spirito potrebbe distrarsi e perdere la possibilità di passare attraverso la morte in modo cosciente.

Ci ricorda ancora una volta che quando la mente del meditante è allenata, sarà per lui facile rimanere concentrato solo su ciò che conta veramente nella vita ovvero l’unione cosmica.

Anche qui viene presentata l’importanza della sillaba OM ovvero il suono universale che è un esperienza mistica che avviene quando si è in uno stato profondo di meditazione o quando si è ad un alto livello di coscienza anche con occhi aperti (lo dico per esperienza personale). Leggi tutto