Luce sul sentiero
Questa luce in sè stessi

Consapevolezza

Informazioni interne

“Credere in sé stessi significa ascoltare la voce della propria anima, in qualunque modo echeggi.”
Wayne Dyer

Fin da bambini i nostri educatori (genitori e professori) ci hanno a loro modo aiutato a renderci parte integrante della società. Per raggiungere tale obbiettivo hanno per forza dovuto riempirci la testa di nozioni, molte delle quali utili e pratiche per poter interagire con i nostri simili, ma ci hanno anche purtroppo tramandato la paura dell’autorità, le insicurezze e l’ignoranza primaria di non sapere di essere qualcosa di più di un semplice corpo fisico. Pochi di questi educatori ci hanno aiutato ad ascoltare la nostra voce interiore, ovvero la nostra intuizione: quante volte ti è successo di avere un’idea che le persone attorno a te hanno definito irrazionale, poco pratica o non conveniente economicamente?

I bambini a differenza degli adulti hanno molta innocenza, e più si cresce e più questa innocenza scompare perché sempre di più andiamo a caccia di informazioni esterne, quando invece molte di queste possono essere trovate dentro di noi. Per questo sarebbe più sensato educare i bambini non proibendo certe azioni o certi pensieri, ma chiedendo sempre la loro opinione, rendendoli cosi partecipi e sviluppando la loro intuizione invece di reprimerla.

Con l’arrivo di internet e dei motori di ricerca molte persone hanno iniziato a cercare sempre di più risposte alle loro domande, non solo su argomenti come politica, società, ambiente, ma anche su religione psicologia e spiritualità. Per quanto l’informazione libera abbia un valore immenso che nessuno mette in dubbio, abbiamo purtroppo superato un limite, siamo talmente abituati a chiedere a un motore di ricerca qualsiasi cosa che ci siamo disconnessi con il nostro mondo interno: manca l’auto-osservazione della nostra mente, dei nostri pensieri. 

Vuoi sapere come funziona il mondo e perchè certe cose accadono ed altre no? Invece di leggerti mille libri sulle teorie della cospirazione o sui viaggi astrali fai un semplice esperimento: siediti, chiudi gli occhi ed esponi all’Esistenza le tue domande, poi attendi pazientemente le risposte. In questo momento una domanda apparirà nella tua mente ” e se la risposta me la sono inventata?”. Stai giudicando ancora prima di iniziare il vero esperimento e anche se la risposta fosse inventata, la domanda è “inventata da chi esattamente?” Dal flusso dei tuoi pensieri o è un pensiero esterno a cui ti sei connesso? Difficile da dire ma che importa, molto probabilmente è la risposta che cercavi proprio perché è nata dal totale abbandono della razionalità. Quindi se vuoi proseguire in questo percorso di ascolto devi mettere da parte il giudice e accettare le risposte che ti vengono in mente, magari mettendole per iscritto.

Se ti risulta difficile od astratto chiedere informazioni all’Esistenza direttamente puoi usare la foto di un grande maestro o un fiume, o un albero, ogni essere animato della terra può diventare per te un tramite tra l’Akasha e la tua mente.

Se seguirai questo percorso inizierai a coltivare una saggezza interna, una voce che una volta svegliata non si riaddormenterà più e ti accompagnerà per il resto della tua vita.

È ovviamente molto facile per una mente razionale discreditare ciò che sta scritto in questo articolo perchè non è supportato da evidenze scientifiche. Hai due scelte, o cercare una conferma esterna a ciò che viene scritto o chiedere alla voce interna se questo articolo può avere dei benefici oppure no.

Se tutto ciò che è stato scritto per te non funziona, benissimo! Puoi lasciare questo blog e continuare a cercare le tue risposte altrove, per questo esistono tante discipline e tante voci. In fondo l’unico obbiettivo è avere più chiarezza mentale e tranquillità.

A presto
Maitreya

L’osservatore e l’effetto fisarmonica

“Sii L’Osservatore dei tuoi pensieri e del tuo comportamento. Tu sei al di là del pensatore. Tu sei la quiete oltre la confusione mentale. Tu sei l’amore e la gioia dietro il dolore.”
Eckhart Tolle

Quando gli antichi yogi dell’india dicevano “Io sono quello” (in sanscrito so ‘ham) non era un semplice detto per confondere le persone, ma una diretta e profonda realizzazione della nostra vera natura. Abbiamo visto nei precedenti articoli come il processo di meditazione e di ricerca della pace interiore porta poco a poco a farci capire che esiste un osservatore, ovvero la coscienza che attua attraverso di noi, che si vuole esprimere e che vuole conoscere sé stessa attraverso di noi. Se potessimo sempre identificarci con la coscienza non soffriremmo, perchè la nostra mente funzionerebbe solo per le cose pratiche e non si perderebbe a pensare al futuro o al passato. La nostra società fin da bambini ci ha spinti però a farci credere di essere il “pupazzo” ovvero il corpo-mente che identifica la nostra persona (ovvero la nostra maschera o personaggio), spingendoci ad essere bravi studenti, bravi lavoratori, bravi mariti, tutto per il bene della società e per apparire sempre bene agli occhi degli altri. Non bisogna certo dar la colpa ai nostri genitori né a i nostri professori perchè tutti ignoravano la realtà delle cose e attuavano secondo ciò che gli era stato insegnato da bambini. In termini sanscriti questa identificazione con il corpo-mente viene detta avidya ovvero ignoranza primaria; in questa ignoranza primaria il 99% delle persone del mondo vive una vita più o meno felice. Leggi tutto