Luce sul sentiero
Questa luce in sè stessi

Consapevolezza

Ti ascolto!!!

“Ascolta o la tua lingua ti renderà sordo.”
Proverbio Cherokee

Il linguaggio è stata una delle più grandi rivoluzioni nella storia dell’uomo. Grazie alla comunicazione articolata ci siamo evoluti al di sopra di ogni specie del pianeta terra, grazie al linguaggio abbiamo dato voce a concetti anche complessi che hanno portato alla nascita delle grandi idee e filosofie. Nonostante questa enorme importanza del linguaggio oggi più che mai sembra che l’uso della parola sia diventato patologico. Molte persone parlano costantemente e quando non lo fanno fisicamente parlano nella loro mente, sembra che abbiano un bisogno costante di esprimere qualcosa, sembra che ci sia sempre bisogno di analizzare ogni situazione. Questa voglia costante di parlare, di analizzare, di commentare ogni situazione del quotidiano nasconde una paura inconscia che è la paura del silenzio. L’ego-mente ha bisogno del costante dialogo per affermare sé stesso, se il dialogo cessa si sente in qualche modo minacciato per questo cerca di perpetuare la verbosità il più a lungo possibile. La paura del silenzio è la paura di ascoltarsi, abbiamo paura di scoprire cosa abbiamo dentro perchè ciò rivoluzionerebbe la nostra vita, abbiamo paura di portare a galla le nostre insicurezze, i nostri dolori, i traumi del passato, preferiamo nascondere il tutto sotto il tappeto, sperando che nessuno (nemmeno noi) trovi cosa c’è sotto. Ma questo sistema non funziona per sempre e prima o poi dovremo fra fronte a tutti i nostri problemi. L’ascolto profondo inizia quindi sempre e solo da sé stessi. Sapere ascoltare il proprio corpo, saper osservare la mente ed il suo flusso in silenzio senza commentare, saper ascoltare la natura intorno a noi sono arti che pochi coltivano perchè sono tutti occupati a fare qualcosa.
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L’arte della danza

“Io crederei solo ad un dio che sapesse danzare. E quando vidi il mio diavolo, lo trovai serio, esatto, profondo e solenne. Era lo spirito della gravità, per lui precipitano tutte le cose: non si uccide con l’ira, ma con il sorriso. Si, uccidiamo lo spirito di gravità! Ora sono leggero, ora volo, ora mi vedo sotto di me, ora è un dio che si serve di me per danzare. Così parlò Zarathustra.”
Friedrich Nietzsche

La danza ha da sempre accompagnato l’uomo nella sua ricerca di estasi e spiritualitá. I reperti archeologici ci dicono che la danza era giá presente in india ben 9000 anni fa, ma sicuramente la sua origine è più antica. La sua presenza può essere tracciata in tutte le culture primitive come un mezzo per connettersi con sè stessi e in rituali di guarigione. Lo sciamanismo e l’uso di piante enteogene hanno da sempre portato l’uomo a sperimentare la vibrazione dell’universo attraverso la musica, il canto e la danza. Una delle pratiche che ci può rendere flessibili ed elastici nei confronti della vita è proprio la danza: il danzatore deve diventare uno con la danza; come ci ricorda Nietszche “ora è un dio che si serve di me per danzare”, nella danza dobbiamo scioglierci completamente, dobbiamo lasciarci penetrare dalla musica e dal movimento, lasciare che il divino si esprima attraverso di noi.
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