“Ciò che lega il Sé immortale al corpo sono i tre Guna generati dalla Prakriti. Il Sattva, puro luminoso e libero dalla sofferenza lega con attaccamento alla felicità ed alla saggezza, o Anagha. Il Rajas è passione, la sorgente della sete (dei piaceri sessuali) e dell’attaccamento, lega gli esseri incarnati alla azione compulsiva. Tamas nasce dall’ignoranza, illudendo tutti gli esseri incarnati, lega al sonno ed al torpore gli esseri incarnati.”
Baghavad Gita 14. 5-8

Abbiamo già visto in un articolo precedente cosa sono i tre Guna. Nella prima parte del capitolo Krishna dice ad Arjuna che tutte le cose che nascono nel mondo vengono dal ventre di Prakriti e che Lui (Krishna) è il padre donatore del seme. La parola guna come già sappiamo significa legare; essi infatti legano la materia ad un determinato aspetto. Essi come cita la Gita sono Sattva, Rajas e Tamas: sattva ci lega alla felicità ed alla pace interiore per cui dovrebbe essere il guna che dovremmo cercare più assiduamente; rajas ci lega al movimento infatti esso è passione ed attaccamento ai piaceri sensuali; infine tamas lega all’inerzia al sonno ed al torpore.
Quando il sattva è predominante quindi il nostro corpo e la nostra coscienza risplendono; quando rajas è predominante la persona cerca ossessivamente di soddisfare i propri piaceri e ad accumulare soldi e potere portandolo in uno stato di stress costante; quando la persona è dominata da tamas la persona è confusa, la sua mente tende alla depressione ed all’inerzia. Ovviamente  il fine ultimo dello yoga  è il superamento dei 3 guna ovvero l’immortalità.

“L’essere incarnato, avendo trasceso i tre guna che sono l’origine del corpo, abbandonano il ciclo di nascita e morte, sofferenza e decadimento e ottengono l’immortalità”
Baghavad Gita 14. 20

Sappiamo tutti che il nostro corpo fisico è destinato al decadimento ed alla morte quindi in questo senso l’immortalità non può esistere. Per lo yoga l’immortalità significa che quando la morte sopraggiunge noi ci siamo già liberati di tutti i fardelli della vita e quindi cosa ci può rubare essa se abbiamo già lasciato andare tutto? Solo quando la morte spaventa può influenzare le nostre scelte e le nostre azioni, ma quando prendiamo coscienza del nostro scopo nel mondo ed agiamo sempre in piena coscienza allora di cosa puoi temere? Quando prendi coscienza di aver vissuto pienamente la tua vita e di avere dato il meglio che potevi allora sarai libero dal passato e dal senso di colpa.

Il simbolo dell’immagine ad inizio articolo è il simbolo del mantra OM (AUM) che molti di voi avranno riconosciuto; ma non tutti sanno che il numero 3 rappresenta proprio i tre guna ed il simbolo a destra del 3 rappresenta il superamento di quest’ultimi ed infine la mezza luna in alto ed il quadratino rappresentano il Brahman. Quindi il simbolo ci ricorda che per raggiungere lo stato di illuminazione dobbiamo superare i tre guna; non è sufficiente infatti che le nostre azioni siano sattviche anche se è ciò che ci viene proposto all’inizio del cammino spirituale. Deve inevitabilmente arrivare il momento in cui le nostre azioni nascono sempre dalla coscienza e quindi non da uno sforzo per essere persone migliori, ma perchè è la nostra stessa natura spirituale che ci spinge verso una particolare direzione invece che un’altra superando così il concetto di scelta giusta o sbagliata.

A presto
Maitreya