“Io sono il Sé, oh Arjuna, presente nel cuore di tutti gli esseri. Io sono l’inizio, la metà e la fine della loro esistenza.”
Baghavad Gita 10.20

In questo capitolo Krishna descrive tutte le sue divine glorie ovvero tutte le forme in cui Egli si manifesta. Molti dei nomi citati sono di difficile comprensione per tutti coloro che non sono affini con l’induismo classico. Ma non è importante perchè in fondo come dice Krishna in questa lista appaiono solo poche delle sue vere forme. Krishna è la coscienza infinita che sta al di sopra di ogni forma manifesta e questa è l’unica cosa importante. Krishna quindi è l’Atman ovvero il Sé che è dentro ogni forma dell’universo; chi conosce Krishna non sarà mai deluso perchè vedrà negli altri un riflesso di sé stesso.

Colui che in verità conosce queste molteplici manifestazioni del Mio Essere e (questo) Mio
potere dello Yoga, consegue stabilmente lo Yoga; su ciò non vi è dubbio.”

Baghavad Gita 10.07

Per essere stabili nella pratica dello yoga non è sufficiente fare posture (asanas) o esercizi di pranayama, ma ci deve essere una forte connessione con la Sorgente di ogni cosa; questa sorgente è rappresentata da Krishna stesso. Solo coloro infatti che vedono il divino in ogni manifestazione possono dichiararsi stabili nello yoga.

I saggi quindi che vivono questa unione con il divino sono sempre in pace perchè si liberano dal conflitto. Infatti ogni qualvolta la vita ci mette di fronte una situazione difficile e complessa la nostra mente tende a vedere tutto negativo e non capiamo perchè dobbiamo passare per tanto dolore e sofferenza. L’equanimità è una delle doti più difficili da coltivare soprattutto per l’uomo moderno; questo grande potere di osservare tutte le situazioni della nostra vita con distacco rappresenta la vera liberazione e la vera connessione con la nostra natura divina.

“Ma di che utilità è per te conoscere tutto questo, Oh Arjuna? Solo ricorda che Io sono, sostenendo
l’intero cosmo con una sola parte di Me stesso.”
Baghavad Gita 10.42

Krishna ricorda ad Arjuna in conclusione che non è poi importante sapere ogni sua manifestazione perchè l’unica conoscenza utile è che Egli esiste e sostiene tutto il cosmo; la sua energia quindi è infinita e permea tutte le creature del cosmo. L’invito di Krishna ovviamente fa riferimento al non cercare una conoscenza intellettuale delle cose; ricordo che la spiritualità è 10% teoria e 90% pratica quindi non serve leggere mille libri spirituali se poi non mettiamo in pratica nulla di ciò che leggiamo.

Ogni volta quindi che saremo messi alla prova dalla vita con una situazione difficile, potremo prendere le distanze da essa ed osservarla senza giudizio e cercheremo di dare il meglio di noi stessi senza sperare nulla però come risultato; spesso il risultato dei nostri sforzi non segue le nostre aspettative e questa è un’altra ragione di frustrazione e sofferenza.

La sicurezza spirituale si manifesta solo nei cuori puri e per puri intendo non sopraffatti da un turbine di pensieri; la nostra mente è solo un antenna e l’identificazione con il flusso di pensieri o con il nostro corpo fisico porta solo all’ignoranza ed all’oscurità. La luce divina è sempre presente in noi, questo non deve essere mai dimenticato!

A presto
Maitreya