“I conoscitori dei tre Veda, i bevitori del Soma, liberano loro stessi dal male, e raggiungono i paradisi degli dei dove godono di piaceri celestiali. Quando, dopo aver goduto del mondo celeste, all’esaurimento del merito ritornano nel mondo dei mortali. Coloro che seguono gli insegnamenti dei tre veda, ma sono pieni di desiderio essi vanno e ritornano. Coloro che mi venerano e meditano solo su di me, senza nessun altro pensiero, Io provvederò a tutti i loro bisogni.”
Baghavad Gita 9.20-21-22.

In questo capitolo Krishna ci ricorda che chi vive senza fede non può trovarlo. Cosa significa trovare Krishna? Significa compiere il nostro dharma ovvero il nostro dovere su questa terra, significa inoltre essere sempre connessi con quella forza divina, con la sorgente di ogni cosa. Krishna si mostra qui non come una forma, ma come il Brahman infinito che permea ogni forma quindi essere devoto a Krishna o ad un altra divinità è in sostanza la stessa cosa perchè tutte le divinità adorate nel mondo sono parte della stessa coscienza per questo il messaggio della Gita è Universale.

Nella citazione ad inizio capitolo Krishna ci ricorda che i conoscitori dei veda ovvero coloro che conoscono la teoria e praticano una vita spirituale possono liberarsi dal male. Il soma citato nella prima frase era una bevanda che gli antichi yogi bevevano per alterare il proprio stato di coscienza; si è molto dibattuto su quali fossero gli ingredienti del soma ma ad oggi esistono solo speculazioni. Dai recenti studi si pensa fosse una bevanda contente un fungo psichedelico o qualche altra pianta contente DMT. Quindi l’uso di piante enteogene nei Veda non era vietato e ovviamente con il passare dei secoli i sacerdoti cercarono di offuscare questa memoria. Ricordiamo che il “pericolo” di queste piante è che portano l’individuo a ribellarsi al sistema (religioso, politico e sociale) e questo è di fatto un pericolo per una società strutturata come la nostra

Krishna pero ci ricorda che le pratiche spirituali, le letture sacre ed i rituali non sono sufficienti se il nostro cuore è pieno di desiderio. L’uomo dominato dal desiderio non potrà mai liberarsi dal ciclo di vita e nascita (ho già parlato della mia visione sulla reincarnazione nei precedenti articoli).

Solo colui che medita ed è devoto solo alla Sorgente di tutte le cose troverà la pace nel suo cuore e sarà liberato. Quando guardiamo agi altri esseri umani, gli animali, le piante e tutti gli oggetti inanimati del mondo e riconosciamo che in essi è presente questa energia divina allora potremo definirci saggi e veri yogi. L’unico rifugio per l’uomo è Krishna (ovvero ciò che egli rappresenta), solo in lui può essere trovata la pace e la serenità. Se ogni nostra azione diventa un’offerta alla Sorgente allora non ci possono essere errori nella nostra vita. Ti sei chiesto quante azioni compi in automatico durante la tua giornata, e quante compi in piena consapevolezza ed offrendone i risultati alla coscienza divina?

Non dipende dal tuo credo, dalla tua razza, dal tuo status, chi dedica la sua vita a servire gli altri sarà sempre in unione con lo spirito, questo è l’insegnamento di Krishna.

A presto
Maitreya