“Ricordandomi nel momento della morte, chiudi le porte dei sensi e confina la mente nel cuore. Ripetendo la sacra sillaba OM, che rappresenta il Brahman immortale, cosi dipartirai lasciando il corpo raggiungerai l’obbiettivo supremo.”
Baghavad Gita 8.12-13

Forse il più importante capitolo della Baghavad gita è questo. Qui Krishna istruisce Arjuna sulla sua vera essenza e parla dell’idea di estinzione secondo l’Induismo classico.

Ciò che è importante capire che Krishna è un manifestazione nel mondo fisico dell’eterno Brahman. L’obbiettivo della Gita non è quello di creare una nuova religione di devoti di Krishna, ma di trasmettere attraverso di lui un messaggio universale che dovrebbe trascendere qualunque religione e qualunque credenza.

Krishna ci ricorda che al momento della morte dobbiamo essere concentrati solo su di lui ovvero solo sulla coscienza divina, altrimenti lo spirito potrebbe distrarsi e perdere la possibilità di passare attraverso la morte in modo cosciente.

Ci ricorda ancora una volta che quando la mente del meditante è allenata, sarà per lui facile rimanere concentrato solo su ciò che conta veramente nella vita ovvero l’unione cosmica.

Anche qui viene presentata l’importanza della sillaba OM ovvero il suono universale che è un esperienza mistica che avviene quando si è in uno stato profondo di meditazione o quando si è ad un alto livello di coscienza anche con occhi aperti (lo dico per esperienza personale).

Yogi è colui che vede il Brahman in ogni cosa, in ogni essere, in ogni persona, in ogni animale e pianta. Colui che è assorto nella coscienza divina non deve temere la morte né la malattia perchè sa di essere uno con la creazione. L’insegnamento della Gita è di fatto un insegnamento non duale, il che implica che se siamo connessi con la coscienza totalmente nel corso della nostra vita ciò che ci attende è solo l’unione con il cosmo.

Il concetto di rinascita è un concetto complesso che per molti implica una continuità animica ed un continuo evolversi da una vita all’altra. Per quanto stimolante possa sembrare questa teoria credo invece che la rinascita di cui parla Krishna in questo capitolo indichi che parte della nostra energia debba passare attraverso future esperienze, e dico “parte” perchè appunto non credo che lo spirito resti inalterato ed invariabile ma anzi proprio perché seguendo il postulato fisico “l’energia non si crea e non si distrugge, ma solo si trasforma” allora non esiste una vera continuità perchè nella prossima vita anche il nostro spirito sarà diverso e trasformato. In questo modo prendo personalmente le distanze dall’Induismo classico e non voglio di certo convincerti di avere ragione, il mio unico obbiettivo è proporti una alternativa alle idee di resurrezione e reincarnazione.

Ciò che si resta di enorme importanza in questo capitolo è capire che siamo solo granelli di arena nell’universo, la nostra vita non è poi così importante e sapendo questo dovremmo rilassarci sapendo che siamo sempre guidati da una forza superiore, da entità che anche se invisibili sono sempre con noi. Anche oggi puoi ringraziare…..e di cosa mi chiederai? Perchè puoi respirare l’aria di questa meravigliosa terra che ci ospita!!

A presto
Maitreya