Luce sul sentiero
Questa luce in sè stessi

Yoga

Samadhana – l’equilibrio mentale

“La cosa migliore e più sicura è avere equilibrio nella tua vita, riconoscere i grandi poteri attorno a noi ed in noi. Se riesci a farlo, e vivere in quel modo, sarai davvero una persona saggia.”
Euripide

L’ultima delle 6 virtú é Samadhana che significa letteralmente concentrazione, stabilità o equilibrio mentale. Questo equilibrio puó essere raggiunto solo dopo aver integrato le altre 5 virtù nella nostra vita e senza le quali la nostra mente sarà sempre più o meno instabile.  La maggior parte di noi ha una mente instabile perchè in qualche modo è ancora incerta su quale sia il suo vero obbiettivo nella vita: c’e chi cerca fama, potere, ricchezza, sesso, stabilià emozionale, viaggi ed esperienze. Pochi sono certi della loro fede e della connessione con il mondo spirituale, pochi sanno che l’obbiettivo ultimo e più imporatnte della nostra vita è riconoscere che non siamo nè il nostro corpo nè la nostra mente, ma l’osservatore, la coscienza che sta al di sopra di essi. Per raggiungere questa consapevolezza bisogna fare un lavoro su noi stessi per mezzo di una pratica spirituale. Gli individui quindi che riconoscono questa nostra natura divina vedono in ogni cosa ed in ogni situazione una esperienza che può avvicinarli verso la consapevolezza e quindi saranno meno preoccupati di essere malati o di non avere abbastanza soldi, di non essere amati, di non sapere cosa fare nella vita etc.
Leggi tutto

Shradda – La fede

La fede è “una componente essenziale dell’uomo”; è una apertura esistenziale alla trascendenza, una relazione ontologica con l’Assoluto. Ogni essere umano, per il solo fatto di essere tale, ha fede, coltivata o non, consapevole o inconsapevole. La fede non è il privilegio di alcuni o una “specialità” di determinati gruppi ; non è un lusso ma “una dimensione antropologica”.
Raimon Panikkar

La quinta virtù è Shradda la fede. Tutti noi abbiamo fede, anche se non la coltiviamo, come ci ricorda Panikkar; questa fede è necessaria per poter praticare la perseveranza ed essere in pace con sé stessi e con il mondo. Ricordo una vecchia intervista dove Panikkar sottolineava che secondo gli antichi scolastici la fede non ha oggetto, non è “fede in” qualcosa altrimenti diventerebbe idolatria. La credenza invece ha un oggetto, per questo le credenze sono così varie nel mondo. Non voglio dilungarmi sulla dialettica e non voglio convincere nessuno di questo modo di vedere la cose, ma dentro me stesso ho sempre sentito qualcosa di altro, ho sempre sentito una apertura alla trascendenza, anche se la vita mi ha portato a perdermi varie volte in Maya (illusione). La fede quindi deve essere in qualche modo riscoperta, riportata in superficie, ascoltandoci ed ascoltando il mondo intorno a noi; avere fede significa riaprirsi come un fiore che sboccia scaldato dalle prime luci dell’alba, semplicemente si apre, non aspetta nulla, non chiede nulla, solo gioisce dell’energia dei raggi solari e sa che tutto ciò di cui ha bisogno gli verrà dato. Leggi tutto