Luce sul sentiero
Questa luce in sè stessi

Yoga

Corso per insegnanti di Yoga avanzato: ATTC Sivananda (India – Madurai)

“Più grande è lo sforzo, più glorioso è il trionfo. La realizzazione del Sé richiede uno sforzo molto grande.”
Swami Sivananda Saraswati

Il bellissimo Meenakshi ashram di Sivananda si trova in mezzo alle colline del sud del Tamil Nadu circondato da una natura lussureggiante e quasi incontaminata anche se purtroppo i locali non si prendono troppo cura dell’ambiente e la laguna appena fuori dall’ashram è circondata dalla sporcizia. Di tutti modi l’ashram offre una ambiente silenzioso, lontano dalla caotica città di Madurai e circondato da colline ricoperte di boschi immensi dona al visitatore uno stato di pace che è difficile trovare sopratutto in India.  Leggi tutto

Che cos’è lo yoga?

“Yogaś citta-vritti-nirodhaḥ”
“Lo Yoga è inibizione dei processi mentali”
Patanjali M
aharishi

La parola yoga deriva dal sanscrito e significa letteralmente unire, legare, aggiogare. La parola serve appunto per indicare l’unione di noi stessi con l’assoluto, l’essere, l’energia universale, l’infinito. La parola pur trovandosi in testi antichissimi come il Katha Upanishad (V secolo a.C.) trova la sua completa espressione nel libro Yoga sutra” di Patanjali Maharishi (II sec. a.C.). In questo straordinario libro Patanjali riuscì nella difficilissima impresa di creare partendo da una base filosofica/religiosa un libro del tutto scientifico. Di fatto i 196 aforismi che lo compongono formano un perfetto manuale per il praticante, non ci sono divinità, strani rituali, colore o folklore; la scrittura di Patanjali è asciutta come quella che ci si aspetterebbe da un manuale di fisica. I sutra non lasciano spazio a troppe interpretazioni: il secondo sutra, che è diventato il caposaldo della filosofia yoga, cita infatti: “lo yoga è inibizione dei processi mentali” (tradotto anche con “lo yoga è la cessazione delle perturbazioni della mente”). Lo yoga ci porta a capire che noi NON siamo la nostra mente nè il nostro corpo e che l’unione con l’universo è possibile solo con l’inibizione del turbinio di pensieri che invadono costantemente la nostra mente. Dopo aver spiegato che cos’è lo Yoga Patanjali guida il praticante passo a passo verso il samadhi o congiunzione in cui la mente è unita all’oggetto e si crea di fatto un unione tra l’osservatore e l’osservato, entrambi si fondono in uno e scompaiono come entità a sé stanti. Questo stadio, l’ultimo degli otto stadi dell’Ashtanga, dove il nostro ego scompare, è il vero obbiettivo dello yoga. Le posture per esempio, dette asanas rappresentano solamente uno di questi stadi.

Leggi tutto