“La calma è più dinamica e potente della pace… La calma dona il potere di superare tutti gli ostacoli della vita…
Persino nei rapporti umani, la persona che rimane calma in ogni circostanza è invincibile.”
Paramhansa Yogananda

Dopo aver elencato i 9 ostacoli allo Yoga Patanjali nel verso seguente (1:31 degli Yoga sutra) elenca 4 ostacoli secondari che sono i sintomi di una mente distratta. Vediamoli assieme:

  1. Duhkha: dolore o pena. Il significato di Duhkha è molto importante sopratutto per i buddhisti. Il nostro dolore è legato indissolubilmente al piacere. Quando ricerchiamo il piacere stiamo inevitabilmente causando un dolore che però a volte non si manifesta nell’immediato dandoci l’illusione di esserne immuni. Piacere e dolore sono quindi due facce della stessa medaglia. Dal punto di vista psicologico la pena che sentiamo nel nostro cuore è spesso legata al nostro ego: quanto più piccolo l’ego e quanto più piccolo sarà il dolore.
  2. Daurmanasya: depressione o dolore causato dal non raggiungimento dei desideri. La depressione non è nient’altro che una mancanza di energia. Per aumentare l’energia del nostro corpo bisogna dormire profondamente, mangiare sano, fare esercizio. Il raggiungimento dei desideri è soltanto un illusione: invece di seguirli dovremmo semplicemente essere presenti ed agire solamente dalla nostra coscienza. Più facile a dirsi che a farsi penserete voi, ma il cambio è possibile, un gradino alla volta portando attenzione nei piccoli gesti della vita quotidiana.
  3. Angamejayatwa – Instabilità del corpo durante la meditazione. Un corpo malsano difficilmente potrà stare per lunghi periodi in meditazione, più sentiamo dolore e più la mente è distratta e più il corpo tenderà a muoversi, per questo è importantissima la pratica quotidiana delle asanas che andrebbe preferibilmente eseguita prima della meditazione.
  4. Shvâsa–prashvâsa: irregolarità della respirazione tipico degli stati ansiosi. La respirazione è la prima fonte di energia del corpo fisico quindi è molto importante dedicare una piccola porzione del tuo tempo ogni giorno per riconnetterti con la tua forza vitale. Diamo per scontato di saper respirare, ma quello che vedo costantemente osservando le persone che incontro per strada è tutto il contrario, la maggior parte degli esseri umani non respira con coscienza, la sua respirazione è distratta e generalmente frettolosa. Quindi la pratica del pranayama è consigliata a chiunque sia interessato a portare calma nella propria mente.

Prova quindi con molta calma, ad osservare ogni giorno quali di questi ostacoli sono predominanti, una volta individuati osserva come influiscono sulla tua vita quotidiana e prova a superarli, li puoi ad esempio elencare in una lista ed ogni giorno provare a lavorare su uno di essi. Solo così potrai lentamente liberarti da una vita di affanni e sperimentare più pace e serenità.

A presto
Maitreya