“Per il saggio i sassi sul cammino diventano pietre su cui appoggiare i piedi, non sono ostacoli.”
Osho

Nel cammino verso la realizzazione del Sè vengono identificati 9 ostacoli che impediscono la purezza della mente e portano inevitabilmente alla sofferenza. Questi ostacoli vengono citati nel verso 1:30 degli Yoga Sutra di Patanjali. Vediamoli assieme:

  1. Vyadhi: alterazione dell’equilibrio del corpo, malattia. Dobbiamo sempre prenderci cura del proprio corpo, esso è il vascello che ci sta trasportando sull’altra sponda della nostra esistenza. In un corpo malato la meditazione diventa molto difficile perché la mente diventa più inquieta.
  2. Styana: Apatia mentale. Questa apatia ci fa perdere l’interesse nella pratica spirituale. La pigrizia mentale non significa essere in uno stato di silenzio meditativo ma semplicemente passare il tempo a pensare a cose inutili invece di agire. Questo stato può essere veramente distruttivo nel confronto di noi stessi e nelle relazioni con gli altri.
  3. Samsaya: dubbio. Il dubbio è una delle tre teste del drago che dobbiamo sconfiggere sul cammino del risveglio spirituale. Esso si presenta costantemente lungo il nostro cammino; il cercatore ha fiducia nel suo maestro e questa fiducia diventerà col tempo fiducia in sé stesso. Un vecchio detto Sufi cita “L’uomo di fede non si perde mai, trova sempre la strada….”.
  4. Pramada: negligenza. La persona negligente è piena di sé e persevera nel piacere pur sapendo ciò che è giusto da ciò che non lo è. Bisogna sempre coltivare un interesse spassionato per la pratica spirituale, solo così possiamo seguire il sentiero verso i nostri obbiettivi.
  5. Alasya: indolenza. Il corpo e la mente seno strettamente connessi così se non coltiviamo una dieta sana, se non meditiamo e se non facciamo attività fisica inevitabilmente la mente diventerà tamasica portandoci in uno stato di letargia e depressione.
  6. Avirati: attaccamento ai sensi. Esso si presenta quando andiamo alla costante ricerca della soddisfazione di uno o più piaceri. I sensi inviano un segnale al cervello, il cervello si connette al nostro passato legato ad un determinato piacere e volendo ripetere l’esperienza ci spinge verso di essa, più ci faremo spingere da questa forza e più la nostra mente diventerà agitata e confusa. Prova quindi ad osservare la mente nel momento stesso in cui generare il desiderio ed in quel momento il semplice prenderne coscienza ci permetterà di restare calmi ed impassibili davanti a questo impulso.
  7. Baranti Dharsana: vivere nell’illusione, percezione distorta. Quando la nostra vita è dominata dall’ego tendiamo a vedere tutto solo dal punto di vista della nostra mente. Accettare le grandi verità scritte dai saggi non è un seguire ciecamente qualcuno, ma è sperimentare sulla nostra pelle che ciò che ci stanno tentanto di trasmetterci è vero e può essere vissuto.
  8. Alabdhabuhmikatva: Discontinuità nella pratica. I risultati profondi e duraturi che la via dell’Ashtanga porta con sè arrivano solo grazie a lunghi anni di costante ed ininterrotta disciplina (insomma non ci sono scorciatoie!!). La meditazione o qualsiasi pratica spirituale dovrebbe essere praticata tutti i giorni, nessun evento dovrebbe essere più importante di essa, questo deve essere ben chiaro.
  9. Anavashtitavani: Instabilità mentale. Trovare il nostro equilibrio è fondamentale per questo l’esecuzione delle asanas preparano il corpo alla meditazione. Se non riusciamo a stare fermi seduti in una posizione rilassata anche la mente non può rilassarsi.

Tutti andremo incontro prima o poi a questi ostacoli lungo il cammino, saggio è colui che li può osservare e camminarci sopra imparando da ognuno di essi. Superati questi ostacoli l’uomo potrà finalmente vivere lontano dalle sue sofferenze.

A presto
Maitreya