“Lo yoga ti porta nel momento presente, l’unico posto dove esiste la vita.”
Anonimo

La parola yoga in sanskrito significa “unione”, questa unione deve avvenire tra il nostro corpo e la nostra mente, significa trasformarsi nell’azione che stiamo facendo, il corpo cosi può eseguire esattamente ciò che la mente pensa, senza disperdere le nostre energie pensando al futuro o al passato. L’unione è anche intesa tra i due emisferi (vedi “emisfero destro e sinistro“) quindi tra la mente intuitiva (destro) e la mente razionale e pragmatica (sinistro), questa unione porta allo stato meditativo o Dhyana (vedi Che cos’è la meditazione?). Scopo ultimo dello yoga è la dissoluzione dell’ego o estinzione: Samadhi in sansrkrito o Nirvana secondo la tradizione buddhista.

Per raggiungerla si deve seguire la via dell’Ashtanga ovvero gli 8 stadi dello yoga:

  1. YAMA: sono le 5 regole morali per impedire al yogi di perdersi in atti non virtuosi: Ahimsa non violenza; Satya: sincerità, Asteya: non rubare; Brahmacharya: controllo dell’energia sessuale; Aparigraha: non possessività;
  2. NIYAMA: sono le 5 attitudini che ogni yogi dovrebbe avere nei confronti della vita: Saucha: pulizia, Santosha: contentezza; Tapas: austerità, Svadhyana: studio delle scritture; Ishwarapranidhana: devozione senza fine.
  3. ASANAS: sono le posture studiate per aiutare il nostro corpo a controllare i movimenti, dona elasticità a la colonna vertebrale, migliora la concentrazione  aiuta la mente a vivere il momento presente.
  4. PRANAYAMA: controllo della respirazione, fondamentale per controllare le funzioni corporali e guidare la mente verso ciò che conta.
  5. PRATYAHARA: dominio de sensi. Significa portare la nostra attenzione verso l’interno e non verso i nostri sensi, è il passo indispensabile per poter avvicinarci alla meditazione.
  6. DHARANA: mente focalizzata in un punto. Dopo aver dominato i sensi la mente è libera di concntrarsi su un ogetto o su un pensiero alla volta.
  7. DHYANA: meditazione, è lo stato di perfetto equilibrio tra i due emisferi, in questo stato si sperimenta una profonda lucidità e presenza.
  8. SAMADHI: estinzione, dissoluzione totale dell’ego.

Nel Samadhi la distizione tra oggetto e soggetto si dissolve, quindi si perde la consapevolezza di se stessi. L’ordine degli otto stadi non è casuale ed è bene ricordare che passare alle Asanas saltando Yama e Niyama non è consigliato, si dovrebbe quindi in primis lavorare sulla pulizia e purezza di corpo e mente per poter beneficiare al massimo delle Asanas e poi dopo aver allenato il nostro respiro passare a quelle che sono le fasi meditative.

I primi 5 stadi sono la disciplina (Sadhana) e devono essere applicate costantemente durante il corso della nostra vita. Gli ultimi 3 sono il punto d’arrivo dello Yoga e la persona diventa saggia spiritualmente e arriva a capire la verità immutabile dell’universo e vive non nel passato non nel futuro ma nell’eterno presente.

a presto
Maitreya